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24 ottobre: i 75 anni delle Nazioni Unite

Creata con lo scopo d'impostare i rapporti tra stati sul reciproco rispetto e sulla leale collaborazione

(Riserva di Biosfera Appennino tosco emiliano, 24 Ottobre 2020) - Il secondo conflitto mondiale ha dimostrato, se mai ve ne fosse stato bisogno, che alla malvagità e alla brutalità degli esseri umani non vi è mai davvero un limite. Stragi di civili, rappresaglie, esecuzioni sommarie, bombardamenti di città, campi di concentramento/ lavoro/sterminio, due bombe atomiche: ecco un frammento della terribile eredità pervenutaci dalla guerra scatenata dalla Germania di Hitler e portata avanti insieme all'Italia fascista e al Giappone autoritario.

Tra le tante sue vittime, non da ultimo, anche la Società delle Nazioni, creata su impulso del presidente americano Woodrow Wilson dopo la prima guerra mondiale, con lo scopo d'impostare i rapporti tra stati sul reciproco rispetto e sulla leale collaborazione.

Piuttosto che la guerra, insomma, provate a risolvere insieme i problemi comuni e, perché no?, a collaborare pure sul piano economico.

Un approccio pragmatico eppure utopistico, per certi versi, che non poté che soccombere sotto i colpi del disegno hitleriano (e del patto di acciaio) di dominio mondiale.

Nonostante già dall'estate del 1944 le potenze alleate avessero cominciato a riflettere sullo scenario geopolitico post-bellico, fu nella giornata che in Italia simboleggia la Liberazione dal nazifascismo che cinquanta stati si riunirono a San Francisco per una conferenza, con l'obiettivo d'impostare nuove relazioni tra paesi. Dopo sei mesi, il 24 ottobre 1945, fu infine promulgata la carta di San Francisco, lo statuto dell'organizzazione delle Nazioni Unite. Questa è tuttora la più importante istituzione governativa a livello mondiale, che raccoglie, nella sua assemblea, i rappresentanti di tutti gli stati che ne accettano la carta fondamentale.

Ripudio della guerra quale strumento di risoluzione delle controversie, tutela dei diritti umani, collaborazione tra stati per uno sviluppo globale sostenibile, promozione del diritto internazionale umanitario: questi sono solo alcuni dei suoi obiettivi.

Durante la guerra fredda, l'Onu giocò un ruolo di mediazione tra i blocchi contrapposti, mentre, negli anni sessanta, fu protagonista del processo di decolonizzazione di Asia e Africa.

Negli ultimi decenni, il suo peso diplomatico è risultato indebolito sia a causa della globalizzazione (che ha ridotto il potere delle istituzioni pubbliche a livello mondiale) sia del ritorno delle grandi potenze nell'arena internazionale. Eppure, le sue missioni di pace risultano tuttora efficaci, mentre le sue agenzie specializzate, come l'UNESCO, producono ancora impatto positivo a livello di stati e comunità.

Per esempio, la Fao, l'agenzia Onu per l'alimentazione con sede a Roma, ha vinto il premio Nobel per la pace 2020. In questi mesi di pandemia, allora, nonostante le sconfitte e il prestigio a tratti appannato, continuiamo a dare fiducia alle Nazioni Unite, alla sua instabile e coraggiosa sintesi tra sogno e politica concreta. 

 (Chiara Torcianti - Club per l'UNESCO di Carpineti)

 

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