Riserva di Biosfera Appennino tosco-emiliano

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La formazione al servizio dell’Appennino: il Pubblico che funziona

Tempo di bilanci, dopo 15 anni di attività formativa in Appennino in ambito delle professioni turistiche per Forma Futuro, ente di formazione dei comuni di Parma, Fidenza e Fornovo, attivo con varie sedi, presidi e iniziative continuative in montagna: a Borgotaro, Corniglio e Pontremoli.  Un bilancio estremamente positivo, sia sotto il profilo economico, ma anche soprattutto sociale e formativo; la conferma della forza e della efficacia di una rete di entità pubbliche, con capofila la Regione Emilia Romagna, insieme al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, ai Comuni soci, all’Unione dei Comuni della Valtaro e Valceno, al comune di Corniglio, la dimostrazione che le qualità ecosistemiche e sociali dell’Appennino, senza forzature, senza interventi radicali, senza ricette calate dall’alto, se messi a fattor comune per delle attività ad alto valore aggiunto intellettuale, rappresentano un fattore aggiunto unico per svolgere al meglio le attività formative. In Appennino, è quello che si registra oggi, si impara una professione prima e meglio. E con tanta piacevolezza e serenità interiore, circondati dalla natura, in un contesto naturalmente accogliente: c’è tutto quello che manca nelle grandi città, negli agglomerati urbani.
Un progetto che ha visto ad oggi l’erogazione di migliaia di ore di formazione, a favore di oltre 4000 studenti, in buona parte provenienti da varie parti d’Italia, di buona parte della UE e da più di 64 nazioni estere extra UE (Iran, Israele, Russia, USA, Argentina, UK, Cina, Turchia, Siria, Cuba, Brasile, Viet Nam, Croazia, Serbia, Capo Verde, Albania, Algeria, Marocco, Egitto,…); la montagna trasformata in un luogo di studio multietnico, multiculturale, multidisciplinare, che riconosce la qualità tutta italiana della capacità di dialogo e di accoglienza, qualità fondamentali per svolgere al meglio le professioni turistiche e che implicano relazioni umane; la creazione di un flusso finanziario di tutto rispetto, costante e destagionalizzato, la crescita di un indotto economico consistente e particolarmente significativo anche a livello comunicativo, che si è sviluppato in tutta la montagna parmense e lunigianese, nonché in alcune zone della Bassa Parmense, avviato grazie ad investimenti mirati e a dispositivi normativi della Regione Emilia Romagna e alla visone di intervento su area vasta, di legante culturale, di Forma Futuro, che ha visto un successo concreto grazie soprattutto all’attenzione degli enti locali. 
Un sistema virtuoso e sostenibile a livello ambientale, sociale ed economico, che è ora in grado, in buona parte, di autoalimentarsi a livello finanziario, mettendo a valore alcune delle qualità ecosistemiche uniche dell’Appennino, e in particolare dell’Area MAB Unesco; territori che si dimostrano, ancora una volta, una perfetta grande aula di studio a livello ambientale, ma anche sociale, per i suoi modelli di vita a misura d’uomo, particolarmente utili per completare le attività formative; un sistema, non invasivo, non calato dall’alto, sostenibile, frutto delle peculiarità del territorio stesso, che si è avviato nel 2011.
Una “piccola foresta” di solidi e importanti servizi formativi, in un territorio vasto, che è cresciuto e continua a crescere silenziosamente ma in modo costante, grazie ad una strategia ben definita: corsi per diventare un professionista del turismo ambientale, enogastronomico e culturale (oltre 90 edizioni), per diventare micologo (10 edizioni biennali), raccoglitore professionale di erbe officinali spontanee, esperto di gestioni ecosistemiche sostenibili. Per qualificarsi come OSS, con oltre 200 professionisti formati. Un sistema nato dall’intervento pubblico mirato, che ora, grazie alle risorse del mercato, è in grado di dare servizi territoriali di alto livello a favore di giovani, di fasce deboli, di cittadini stranieri; ne sono un esempio i numeri che si sono registrati nelle erogazioni in ambito GOL, per disoccupati o soggetti deboli a rischio inclusione sociale. 
Un sistema che vede impegnati, a vario titolo, oltre 70 formatori ed esperti, che ne ha visti impegnati nel tempo oltre 100; con un’età media di 35 anni, un gruppo che ha come riferimento motivazionale la montagna e l’ambiente, che ama raccogliere sfide difficili, che è cresciuto grazie al supporto costante dell’infrastruttura amministrativa e dello staff progettuale di Forma Futuro, attivo con successo da oltre 60 anni sul territorio, nonché grazie all’uso appropriato di nuove tecnologie formative e comunicative. Una rete pubblica virtuosa ed efficace che vede come attori interpreti principali il PNATE – Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, la Regione Emilia Romagna, i Comuni “soci” di Parma, Fidenza e Fornovo, l’Unione dei Comuni delle Valli del Taro e del Ceno, il Comune di Corniglio. Coordinati nella realizzazione concreta sul territorio dallo staff tecnico di Forma Futuro.
Presenti all’incontro, coordinato dal Presidente di Forma Futuro Roberto Garbi e dal direttore generale Mirco Potami, i consiglieri regionali della Regione Emilia Romagna, Barbara Lori e Matteo Daffadà, il commissario-presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano Lucia Baracchini (che ha colto l’occasioneper consegnare i diplomi ad alcune nuove guida-parco) e il direttore generale del Parco Giuseppe Vignali, il Vice Sindaco di Parma Lorenzo Lavagetto, l’Assessora alla formazione del Comune di Parma Caterina Bonetti, la Sindaca di Fornovo, Emanuela Grenti, la Vice Sindaca di Corniglio Emanuela Mansanti. Il Presidente dell’Unione dei Comuni delle Valli Taro e Ceno, assente per cause di forza maggiore, ha fatto pervenire un comunicato, in cui rimarca la positività delle azioni intraprese e l’importanza strategica della formazione per le aree montane. Ospite d’onore, se così si può dire, l’ex consigliere regionale Gabriele Ferrari, che proprio insieme a Garbi, anch’esso consigliere regionale, nel 2011, diedero inzio al progetto della formazione delle professioni turistiche a Parma e in montagna. 
I numeri del progetto
Data di avvio progetti formativi sistematici in Appennino: 2011
studenti formati in Appennino: oltre 4000 (una piccola città!)
provenienza studenti: Emilia Romagna, Italia, Europa, oltre 64 paesi UE e extra UE
finanziamento dei corsi oggi: 30% ambito pubblico (Regione Emilia Romagna, FSE, FSE+), 70% a mercato
formatori impiegati: oltre 100, turnati sui vari anni; attualmente 70 risorse umane, a vario titolo
ricaduta sul territorio: milioni di euro, ogni anno; ogni studente, mediamente, lascia almeno l’equivalente della quota versata o di cui ha fruito. Quota media: 900 Euro
non solo Appennino: si sono avviati, con lo stesso modello, progetti nella Bassa Parmense, nelle aree golenali del Po in ambito ambientale ed enogastronomico; in particolare attiva collaborazione con Sorbolo Mezzani.
Punti di riflessione, comuni a tutti i presenti
Una prima considerazione, sull’utenza: la provenienza degli studenti.
Attraverso un applicativo GIS e ai gestionali aziendali, è stato possibile mappare la provenienza degli ultimi 1400 studenti che, negli ultimi 3 anni, si sono abilitati grazie ai corsi autorizzati in ambito turistico dalla Regione Emilia Romagna. 1400 su oltre 3500 gestiti negli ultimi 15 anni.
Si vede bene che l’Italia è completamente ricoperta da segnalini. Come buona parte dell’Europa, come 64 nazioni, distribuite in tutto il globo, anche in luoghi sperduti. Clienti, studenti, ma anche interessanti casi di studio, di relazione, di approfondimento, per focalizzare al meglio le attività formative. Professionisti del turismo che sono venuti per decine di giorni a prepararsi in Appennino. Giunti a Borgo Val di Taro, a Fornovo, a Corniglio con il “passaparola”: altri studenti, soddisfatti, che hanno mandato altri studenti. E continuano a mandarne. Un modello non semplice da avviare, ma che grazie alla qualità, continua a generare frutti.
Una seconda considerazione, sul metodo: in Appennino si impara meglio, si impara prima, si impara con meno fatica. In Appennino, mentre impari un mestiere, impari anche a rigenerarti e ad allontanarti dai modelli di vita stressanti e faticosi del vivere nei grandi centri urbani.
Si perché i nostri borghi, i nostri boschi, i nostri fiumi, sono una grande, accogliente, genuina grande aula formativa, un grande laboratorio naturale, dove la differenza la fanno le persone e l’ambiente in cui operano in armonia, in modo sostenibile. Producendo reddito, di alto valore, di lunga durata, senza produrre effetti negativi. 
Una terza visione, le ricadute: i professionisti del turismo, tanti, quantificabili in migliaia, stanno diventando gli ambasciatori del nostro territorio, dopo che hanno individuato, in modo tecnico le sue potenzialità, le sue prerogative uniche a livello mondiale; fattori che consentono di produrre reddito turistico in modo sostenibile, ad alto valore aggiunto e fortemente competitivo. Alcuni di essi, almeno una decina negli ultimi tre anni, hanno preso casa in Appennino, in particolare a Pontremoli, in lunigiana, grazie ad alcune agevolazioni e al clima culturale attrattivo. Alcuni di essi, dopo lunghe peregrinazioni internazionali, hanno deciso che l’Appennino, quello della MAB Unesco, era il loro posto ideale. Poter avere tutta questa energia, queste forze positive, queste risorse, consente di mantenere una serie di presidi formativi stabili in montagna, senza nessun contributo pubblico ulteriore, solo con risorse prese dal mercato; di essere pronti a rispondere con successo ai tanti bandi messi a disposizione dalla Regione Emilia Romagna; consente di aver attivato oltre 70 collaboratori, con caratteristiche professionali specifiche di altissimo livello, in qualità di tutor, coordinatori, docenti, orientatori, esperti. Figure in grado di spendersi anche in altri scenari, con soddisfazione economica e sociale. Quasi tutti frutto di formazione erogata da Forma Futuro, con un sistema che coinvolge gli studenti migliori, quelli più motivati, quelli più legati al territorio.
Tutto questo, questi orizzonti, questi grazie allo staff di Forma Futuro, dinamico per necessità, come è estremamente dinamica l’evoluzione sociale contemporanea, sempre aperto all’innovazione (sono 7 anni che studiamo l’IA!), che ha elaborato negli anni delle strategie condivise con i territori, con gli altri enti, che hanno portato a risultati numerici, economici, ma soprattutto sociali, di assoluto interesse. He ha investito in giovani che hanno dato il 200%, perché motivati, assistiti e aiutati nei momenti difficili, come per il Covid, senza mai lasciare indietro nessuno; giovani che hanno saputo fare gruppo, che hanno fatto la vera differenza.
Il futuro prossimo della formazione in montagna, alcune visioni possibili, da aggiungere al presente: i crediti di sostenibilità, le ZEA – zone economiche ambientali, la finanza a supporto delle produzioni sostenibili, la valorizzazione dei prodotti gastronomici spontanei unici al mondo (funghi, tartufi, licheni, frutti antichi, erbe spontanee, produzioni di nicchia,…), la riscoperta del vivere sostenibile, lento e pacifico, il rapporto con gli animali di affezione, il recupero dei borghi, la gestione ottimizzata ed ecosistemica del patrimonio forestale, il recupero di mestieri manuali ad alto valore aggiunto, gli operatori socio sanitari specializzati nel gestire anziani e persone bisognose di assistenza nei borghi appenninici…  
C’è un intero Appennino di corsi da fare!
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