Riserva di Biosfera Appennino tosco-emiliano

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Ligonchio al centro del dibattito nazionale sulle cooperative di comunità: nel Parco Nazionale Appennino tosco-emiliano il primo incontro nazionale di Confcooperative

Ligonchio, cuore dell’Appennino reggiano e luogo simbolo del Parco Nazionale Appennino tosco-emiliano, ha ospitato il primo incontro nazionale di Confcooperative dedicato alle cooperative di comunità, segnando un passaggio di grande valore simbolico e concreto per i territori montani.

La scelta di un luogo di montagna per un evento di rilevanza nazionale non è stata casuale: rappresenta un riconoscimento del ruolo centrale che le aree interne e i territori appenninici svolgono oggi nei processi di innovazione sociale, sviluppo sostenibile e rigenerazione delle comunità locali.

Proprio qui, dove la distanza dai grandi centri urbani si trasforma in opportunità di coesione, sperimentazione e resilienza, le cooperative di comunità trovano uno dei loro terreni più fertili.

Il Parco Nazionale accoglie con particolare soddisfazione la decisione di Confcooperative di avviare questo percorso nazionale da Ligonchio, luogo emblematico di una montagna viva, abitata e capace di produrre valore economico, sociale e culturale nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio. 

A Ligonchio non solo si trova la sede operativa del Parco e il rinnovato Atelier delle Acque e dell’Energie, ma anche la Cooperativa San Rocco con cui l’ente nazionale ha collaborato in molteplici occasioni confermando il proprio impegno nel sostenere modelli di sviluppo che mettano al centro le comunità, l’economia locale e la tutela della biodiversità.

“Le cooperative di comunità – ha dichiarato il presidente del Parco Fausto Giovanelli – rappresentano uno strumento fondamentale per contrastare lo spopolamento, garantire servizi essenziali, valorizzare le risorse locali e rafforzare il legame tra persone e territori. L’incontro di Ligonchio ha offerto un’importante occasione di confronto tra esperienze provenienti da tutta Italia, rafforzando una rete nazionale che guarda alla montagna non come marginalità, ma come laboratorio di futuro.”

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