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I laghi dell'alto Parma

Nel territorio del Parco dei Cento Laghi si trovano alcuni specchi d'acqua poco conosciuti e poco frequentati

(Parco dei Cento Laghi, 13 Aprile 2021) - Nel territorio del Parco dei Cento Laghi, più ad ovest del Lago Verde della val Cedra e prima ancora di entrare propriamente nella val Parma, si trovano alcuni specchi d'acqua di origine glaciale di varia forma e dimensione, poco conosciuti e poco frequentati.

Questo permette, a chi è disposto ad affrontare la camminata necessaria per raggiungerli, di apprezzarli con maggiore tranquillità, magari scegliendo giornate nelle quali le condizioni meteo non riservano sorprese.

Il Lago Frasconi è situato a fianco di una faggeta a 1600 metri di quota. È piccolo ma abbastanza profondo da mantenere una sufficiente riserva d'acqua anche durante la stagione estiva. Viene alimentato da un rio, in verità quasi sempre asciutto, proveniente dai due Laghi Gemini che si trovano oltre il limite della vegetazione boschiva, come pure il Lago Martini. Questo ha una forma allungata e, raggiungendo al massimo 1,5 metri di profondità, rischia di prosciugare in caso di prolungata siccità.

Anche i Laghi del Monte Sillara, uno di fianco all'altro a 1730 metri di quota, sovrastano la linea estrema della faggeta, offrendo a chi decide di raggiungerli un'ottima vista in tutte le direzioni. Sono decisamente più grandi e profondi dei precedenti.

Più in là si entra a tutti gli effetti nella valle del Parma, dove ancora più in alto c'è il piccolo Lago del Bicchiere che deve il nome alla forma circolare e alla tendenza a riempirsi e vuotarsi con una certa facilità.

I laghi più importanti di questo territorio sono raggiungibili dalla località Cancelli, dove la strada proveniente da Bosco di Corniglio impone una scelta. Voltando a sinistra, dopo 6 Km si raggiungono i "Lagoni", cioè i Laghi Gemio Superiore e Interiore. L'uscita dell'emissario di quest'ultimo, che è uno dei rami del Parma di Badignana, è regolata da un'opera idraulica che alza leggermente il livello del lago e dà accesso al parcheggio dove si trova l'attrezzato rifugio.

Il Lago Inferiore, essendo alimentato dal brevissimo torrente che esce dall'altro lago, non subisce fenomeni di interramento. Sono quindi assenti le piante lacustri che caratterizzato invece lunghi tratti di quello Superiore, dove la popolazione di tinche è più numerosa e affianca quella delle trote presenti in entrambi.

I Lagoni sono anche il punto di partenza per raggiungere con una camminata non troppo impegnativa il Lago Scuro Parmense, che si trova sopra di loro immerso nella faggeta. Risulta che in epoca relativamente recente siano state introdotte delle trote che rischiano di alterare il complesso e delicato ecosistema che lo caratterizza.

Il Pradaccio è un lago ottenuto dallo sbarramento di un tratto iniziale del Parma di Francia che ha ampliato notevolmente la superfice di un vecchio lago già ridotto a torbiera, e per questo è caratterizzato da scarsa profondità. Trovandosi all'interno di una riserva naturale orientata, è accessibile solo a gruppi organizzati e guidati. È facile, pertanto, trovare immagini che lo ritraggono unicamente dall'alto, effettuate da chi ha compiuto un'escursione sul crinale.

Svoltando invece a destra da Cancelli si raggiunge in breve la radura di Lagdei che rappresenta la fase evolutiva finale di un lago ora scomparso. Quello è il punto di partenza per raggiungere il Lago Santo, il più esteso e profondo tra quelli dell'Appennino settentrionale e che giustamente gode di meritata popolarità. C'è un sentiero molto diretto che in poco meno di un'ora permette di superare il dislivello di 250 metri (un altro più lungo ma meno ripido parte dal bivio di Cancelli). In certe giornate si può utilizzare la seggiovia inaugurata nel 1969 e che si trova di fianco al rifugio, il quale è anche Centro Visite del Parco.

La seggiovia ha permesso negli anni di portare sulle rive del lago anche persone che preferiscono una soluzione più comoda per ammirarlo e magari fermarsi a mangiare nell'attiguo rifugio Mariotti.

Per il Lago Santo la pesca alla trota ha sempre significato un'importante attrattiva, incentivata da appositi ripopolamenti. Sono stati introdotti anche esemplari di salmerino alpino, pesce che ama la profondità e che si è ben ambientato, ma che sembra soffrire di una forma di nanismo che non gli fa raggiungere le dimensioni sperate. Nel tratto meno profondo e più temperato si trova da tempo una colonia di scardole. Questi pesci si sono adattati a sopravvivere 1500 metri più in alto degli habitat a loro congeniali.

(Errico Chiari. Comunità redazionale diffusa)

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Lago Santo - Foto l'Appenninista montiliguri.weebly.com
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Lago Gemio inf. - Foto l'Appenninista montiliguri.weebly.com
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Laghi Monte Sillara - foto Gianolinibike.it