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Approvata l’adesione di Reggio Emilia alla Riserva di Biosfera MAB UNESCO dell’Appennino tosco-emiliano

L’ingresso della città è maturato attraverso un percorso di confronto e condivisione con i Comuni del Crinale appenninico

(Reggio Emilia, 21 Ottobre 2020) -  

Dopo una prima deliberazione del febbraio scorso, il Consiglio comunale ha approvato definitivamente la Dichiarazione di adesione del Comune di Reggio Emilia alla candidatura di allargamento della Riserva di Biosfera MAB UNESCO dell'Appennino tosco-emiliano. Entro il 15 dicembre, la candidatura sarà, infatti, inviata all'Unesco dal Comitato MAB nazionale presso il ministero dell'Ambiente.

Ai fini dell'appartenenza di Reggio Emilia alla Riserva, sul piano territoriale e visivo, la connessione fra Città e Appennino è costituita dai "corridoi ecologici" che percorrono il territorio comunale estendendosi lungo i tre torrenti Modolena, Crostolo e Rodano.

L'ingresso di Reggio Emilia all'interno della Riserva di Biosfera MAB UNESCO Appennino - che nella proposta di ampliamento sarà costituito da 79 comuni (fino a oggi sono stati solo 34) facenti parte delle sei province di Reggio Emilia, Parma, Modena, Massa Carrara, Lucca e La Spezia - è maturato attraverso un percorso di confronto e condivisione con i Comuni del Crinale appenninico, che sono i veri protagonisti di questa esperienza culturale e ambientale.

Una volta accolte le nuove adesioni, i comuni reggiani che ne faranno parte saranno - oltre agli attuali: Baiso, Canossa, Carpineti, Casina, Castelnovo ne' Monti, Toano, Ventasso, Vetto, Vezzano sul Crostolo, Villa Minozzo - anche Albinea, Castellarano, Quattro Castella e Reggio Emilia.

Le tre principali funzioni della Riserva di Biosfera sono la conservazione di paesaggi, ecosistemi, specie e diversità; lo sviluppo economico e sociale, ecologicamente sostenibile; l'educazione, la ricerca, il monitoraggio e la formazione sul territorio e, infine, lo sviluppo sostenibile.

Lanciato nel 1971, il Programma dell'Unesco 'L'Uomo e la biosfera' (MAB) mira, infatti, a creare una base scientifica per il miglioramento del rapporto tra le popolazioni e il loro ambiente. Favorisce la tutela degli ecosistemi e la promozione di approcci innovativi allo sviluppo economico, socialmente e culturalmente appropriati e sostenibili per l'ambiente, combinando scienze naturali e sociali, economia e formazione.

"L'adesione dell'area urbana di Reggio Emilia al MAB UNESCO - afferma l'assessora Bonvicini - va di pari passo anche con la scelta di portare avanti strategie per la mobilità sostenibile a scala extraurbana, come la Tranvia e il riuso delle ferrovie locali, e di elaborare un vero e proprio Piano di forestazione comunale, passando dai 15mila alberi attuali e 50mila nell'arco del mandato. La strategia di sostenibilità deve andare oltre i confini di paese, perché la sfida ambientale va vinta insieme, così come occorre lavorare insieme per incrementare l'attrattività turistica e culturale di tutto il territorio, città e montagna".

L'adesione al MAB UNESCO è, infatti, un'occasione per rinsaldare il rapporto con l'Appennino: il bacino del Crostolo, come corridoio ecologico che unisce Reggio Emilia alla montagna, così come i torrenti Rodano e Modolena. Quest'adesione sarà un laboratorio di progetti e sperimentazioni in materia di sostenibilità e, partendo dalla stazione Av Mediopadana, una porta di accesso alla città, all'Appennino e alle sue ricchezze.

Anche città europee come Madrid e Vienna hanno ampliato le loro aree MAB, includendo le zone urbane all'interno delle Riserve. Uomo e Biosfera: non più solo l'uomo che abita la natura, ma anche la natura che torna ad abitare luoghi oggi ampiamente antropizzati.

(Beatrice Bramini)

 

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Reggio Emilia